Le lingue del Caucaso: georgiano, armeno e azero, con quale alfabeto si scrive ciascuna e come cavarsela senza saperne nessuna
Nel Caucaso stanno più di quaranta lingue in un territorio grande come la Spagna, e le tre ufficiali di Georgia, Armenia e Azerbaigian non hanno nulla a che fare tra loro: né famiglia, né alfabeto, né una parola in comune salvo quelle prese in prestito dal russo e dal persiano. Questo, che spaventa sulla carta, in viaggio non è un problema: la gente aiuta, il russo lo capisce chiunque abbia più di quarant'anni, l'inglese lo parla chiunque ne abbia meno di trenta, e tre parole dette bene nella lingua di ogni posto aprono più porte di una frase intera in un'altra. Questa è la guida a cosa si parla dove, come si scrive e cosa conviene imparare.
Il georgiano
Il georgiano è della famiglia cartvelica, che ha solo quattro lingue, tutte in Georgia, e nessun parente noto fuori: né indoeuropeo, né turcico, né altro. Si scrive con il mkhedruli, il terzo alfabeto che ha avuto, del X secolo circa, con 33 lettere arrotondate e senza maiuscole; il primo, l'asomtavruli, è del V secolo, e i tre insieme sono patrimonio immateriale UNESCO dal 2016. Non è una lingua tonale, per quanto lo si legga: ciò che ha sono consonanti eiettive, pronunciate con un colpo di gola, e gruppi fino a sei consonanti di fila, come nella parola per "tu ci sbucci", che è uno scioglilingua nazionale. Le basi:
- ciao, buongiorno: gamarjoba (გამარჯობა)
- grazie: madloba (მადლობა)
- sì e no: diakh (დიახ) e ara (არა)
- signore e signora: batono e kalbatono, per rivolgersi a chiunque con rispetto
- salute, il brindisi: gaumarjos (გაუმარჯოს)
L'armeno
L'armeno è indoeuropeo, come l'italiano, ma forma un ramo a sé e non si capisce con nessun'altra lingua viva. Il suo alfabeto lo inventò il monaco Mesrop Mashtots nel 405 per tradurre la Bibbia, con 36 lettere allora e 39 oggi, e gli armeni lo celebrano come l'atto fondativo della nazione: c'è un monumento con le lettere in pietra vicino ad Aparan e il nome di Mashtots sul viale principale di Yerevan. Ci sono due varianti, l'orientale dell'Armenia e l'occidentale della diaspora, che si capiscono a metà. Le basi:
- salve: barev dzez (Բարև ձեզ), formale, o barev con gli amici
- grazie: shnorhakalutyun (Շնորհակալություն), o mersi, che usano tutti
- sì e no: ayo (Այո) e voch (Ոչ)
- alla tua salute, il brindisi: kenatsd (Կենացդ)
L'azero
L'azero è turcico, così vicino al turco di Turchia che un azero e un turco si capiscono quasi del tutto, e si scrive in alfabeto latino dal 1991, con la transizione completata nel 2001, dopo decenni in cirillico e secoli in arabo. Per chi legge l'italiano è la più facile delle tre: si legge come si scrive, con poche lettere aggiunte, come la ə, che suona tra a ed e. Le basi:
- ciao: salam
- grazie: sağ olun, che serve anche per congedarsi
- sì e no: bəli e xeyr
- alla vostra salute, il brindisi: sağlığınıza; nuş olsun è "buon appetito"
Quando serve il russo e quando l'inglese
Il russo lo capisce chiunque sia andato a scuola nell'Unione Sovietica, cioè gli over quaranta nei tre paesi, ed è la lingua in cui un georgiano e un armeno parlano tra loro; nei villaggi, sulle marshrutke e ai mercati è ciò che funziona. In Georgia conviene cominciare con l'inglese e passare al russo solo se l'altro lo preferisce, perché dal 2008 il russo ha connotazioni che non tutti accettano di buon grado; in Armenia e Azerbaigian non c'è questo problema. L'inglese lo parlano i giovani delle città, gli alberghi, le guide e i ristoranti del centro, e quasi nessuno fuori da lì. Con il russo non si perde nulla; con l'inglese si arriva al centro delle capitali.
Cosa avere sul telefono
Un traduttore con le tre lingue scaricate per l'uso senza campo, con la fotocamera per leggere menù e cartelli, che in georgiano e armeno non si indovinano; una tastiera con gli alfabeti, per scrivere il nome di una via; e i nomi dei posti dove si va, scritti nell'alfabeto locale, da mostrare al tassista. E le cinque parole qui sopra, imparate a memoria.
Domande frequenti
Si può viaggiare nel Caucaso senza parlare russo?
Sì. A Tbilisi, Yerevan e Baku l'inglese basta per alberghi, ristoranti, guide e app dei taxi, e fuori di lì funzionano i gesti, il traduttore del telefono e la pazienza della gente, che è tanta. Il russo aiuta nei villaggi, ai mercati e con gli anziani, ma non è indispensabile.
Qual è la lingua più difficile per un italiano?
Il georgiano: consonanti eiettive che in italiano non esistono, lunghi gruppi di consonanti, un verbo con decine di forme e un vocabolario senza alcuna parentela. Anche l'armeno è difficile, ma con suoni più vicini. L'azero, che si scrive in latino e ha una grammatica regolare, è la più facile delle tre.
Georgiani, armeni e azeri si capiscono tra loro?
No, le tre lingue sono diverse e non c'è alcuna intelligibilità. Tra loro parlano russo, che fu la lingua comune dell'Unione Sovietica, e i più giovani inglese. Un azero sì che si capisce con un turco, perché le due lingue sono turciche e vicine.