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Georgia e Armenia essenziali: 8 giorni tra Tbilisi e Yerevan

8 giorni Tbilisi (TBS) → Yereván (EVN)

Quattro giorni in ogni paese, senza levatacce impossibili. Quelli della Georgia sono i giorni che ripeteremmo a occhi chiusi: Tbilisi a piedi, da Rustaveli ai bagni sulfurei; la Strada Militare fino alla chiesa di Gergeti sotto il Kazbek, 321 km e sei ore di auto, la giornata più lunga; e il ritorno alla storia con Svetitskhoveli, la città rupestre di Uplistsikhe e il museo di Stalin a Gori. Il quinto giorno si attraversa la frontiera a piedi a Sadakhlo, si cambia auto e guida, e si scende verso Yerevan per il canyon del Debed, con Haghpat, Patrimonio UNESCO, e Saghmosavank sul suo burrone.

I giorni armeni hanno un altro ritmo, con distanze brevi: la città rosa di Yerevan con la Cascata e piazza della Repubblica, il tempio greco di Garni e il monastero scavato di Geghard, e la cattedrale di Echmiadzin con le rovine di Zvartnots, a 20 minuti. L'Ararat si vede nei giorni limpidi da mezza città, e d'estate conviene partire presto prima che la foschia lo copra.

Itinerario

1º Giorno - Trasferimento dall'aeroporto di Tbilisi a la capitale

Strada totale del giorno - 18KM 0 Ore e 25 Minuti Arrivo. Qualcuno del team ti aspetta in aeroporto con un cartello; il resto della giornata è tuo. Strada 18KM 0 Ore e 25 Minuti

2º Giorno - Tbilisi - Visita guidata in spagnolo

Senza strada Oggi: il viale Rustaveli, Piazza Metekhi, la fortezza di Narikala, Abanotubani e Anchiskhati. Quasi tutto a piedi.

Viale Rustaveli

Viale Rustaveli Un chilometro e mezzo di platani tra piazza della Libertà e piazza Rustaveli. È la via dove Tbilisi si dà importanza: il Parlamento, l'Opera dall'aria moresca del 1896, il teatro Rustaveli, la chiesa di Kashueti, il Museo Nazionale e i vecchi alberghi di inizio Novecento. Porta il nome di Shota Rustaveli, il poeta del XII secolo che scrisse "Il cavaliere con la pelle di pantera", il libro che qualunque georgiano sa citare. Si percorre a piedi in mezz'ora abbondante, o in due fermate di metro se il caldo stringe. Davanti al Parlamento c'è una targa che vale la pena di leggere: il 9 aprile 1989 l'esercito sovietico disperse qui una manifestazione e morirono ventuno persone, quasi tutte donne. Quel giorno pesa ancora sulla politica del paese.  

Piazza Metekhi

Piazza Metekhi Il re a cavallo che guarda la città dall'alto della rupe è Vakhtang Gorgasali, il fondatore di Tbilisi secondo la tradizione; la statua è del 1967. Accanto, la chiesa di Metekhi, della fine del XIII secolo, costruita da Demetrio II sopra un'altra del V. Qui ci fu il palazzo reale per secoli, e nell'Ottocento e in epoca sovietica l'edificio fu una prigione: ci passò anche Gor'kij. Poi divenne teatro e nel 1988 tornò a essere chiesa. Veniamo qui per la vista, che è la migliore della città bassa: i bagni sulfurei proprio sotto, Narikala di fronte e il fiume che passa in mezzo. È una sosta di quindici minuti che quasi sempre si allunga per le foto.  

Fortezza di Narikala

Fortezza di Narikala Saliamo con la funivia che parte dal parco Rike e attraversa il fiume in due minuti; costa quanto un biglietto della metro e si paga con la stessa tessera. In cima c'è Narikala, o quello che ne resta: la fondarono i persiani nel IV secolo, la ampliarono gli arabi nell'VIII e i georgiani nel XII, e nel 1827 un'esplosione della polveriera si portò via buona parte delle mura. La chiesa di San Nicola, all'interno, è del 1997 su fondamenta medievali. Il motivo per salire non sono le pietre ma la vista: tutto il centro storico, le cupole dei bagni, il fiume e Metekhi di fronte. Attenzione, le mura non hanno parapetto e la roccia è levigata da tanti piedi. Da qui si scende a piedi per il quartiere di Betlemi fino ai bagni, e lungo la strada si passa accanto alla Madre della Georgia, la statua di alluminio del 1958 che veglia sulla città con una coppa in una mano e una spada nell'altra.  

Abanotubani

Abanotubani Tbilisi vuol dire "luogo caldo", e il caldo viene da qui. Abanotubani è il quartiere dei bagni sulfurei, sulla riva destra del Mtkvari, proprio sotto Narikala: cupole di mattoni a livello del suolo con i bagni sotto, e acqua che sgorga da sola a 37-40 gradi e sa di uovo. La leggenda dice che il re Vakhtang Gorgasali fondò la città nel V secolo dopo aver visto un fagiano ferito guarire in queste acque. Puškin ci fece il bagno nel 1829 e scrisse di non aver mai visto niente di simile. Si può passeggiare e guardare, ma quello che vale la pena è entrare: una sala privata con vasca d'acqua calda e, se vuoi, uno scrub con guanto di crine che ti lascia la pelle nuova. In alta stagione bisogna prenotare, e serve portare costume e asciugamano o noleggiarli. La facciata di piastrelle azzurre è quella del bagno Orbeliani; gli altri sono più sobri fuori.  

Anchiskhati

Anchiskhati È la chiesa più antica ancora in piedi a Tbilisi, e non lo sembra: una piccola basilica a tre navate, di pietra senza ornamenti, nascosta in una via del centro storico. La fece costruire il re Dachi, figlio di Vakhtang Gorgasali, intorno al 530. Il nome viene dall'icona del Cristo di Ancha, arrivata qui nel 1664 da una zona che oggi è Turchia e che ora si trova al Museo d'Arte. Il campanile di mattoni, del 1675, è quello che si vede dalla strada. Se capita di domenica mattina, entriamo durante la messa: il coro di Anchiskhati canta polifonia georgiana come si cantava secoli fa, ed è una delle cose che la gente ricorda di più del viaggio. Gli altri giorni è quasi vuota e si vede in dieci minuti. All'ingresso ci sono foulard per le donne.  

3º Giorno - Tbilisi - Ananuri - Kazbegi - Tbilisi

Strada totale del giorno - 321KM 6 Ore e 0 Minuti Partiamo dopo colazione. In programma Ananuri e Trinità di Gergeti; 321 km a tratti. Strada 67KM 1 Ore e 10 Minuti

Ananuri

Ananuri Prima sosta seria della Strada Militare, a 66 km da Tbilisi: una fortezza con due chiese dentro, piantata sopra il lago artificiale di Zhinvali. L'acqua turchese di tutte le foto è del 1986, quando la diga allagò la valle; fino ad allora il castello sorvegliava un incrocio di strade. Fu la sede degli Eristavi di Aragvi, i duchi della zona, dal XIII al XVIII secolo, e la storia che vi racconteranno è quella del 1739, quando un signore rivale la prese e passò a fil di spada l'intera famiglia. Il meglio di Ananuri è la facciata della chiesa grande, quella dell'Assunzione, del 1689: una croce enorme scolpita con viti, leoni e angeli. Si può salire sulla torre, per una scala stretta. Mezz'ora, e all'uscita ci sono bancarelle di churchkhela, le collane di noci immerse nel mosto, che qui sono buone e non care. In autunno il lago si abbassa e la cartolina perde colore.  

Trinità di Gergeti

Trinità di Gergeti La foto della Georgia: una chiesa del XIV secolo sola su un dosso a 2.170 metri, con il Kazbek (5.047 m) alle spalle se le nuvole lo permettono. Ci si arriva da Stepantsminda, il paese in basso, per una strada di 6 km asfaltata da pochi anni; prima serviva il 4x4 o un'ora e mezza a piedi, e d'inverno il 4x4 serve ancora. Per secoli i tesori di Mtskheta venivano nascosti quassù all'arrivo degli invasori, per quanto è isolata. Due avvisi. Il primo: il Kazbek di solito è coperto da mezzogiorno in poi, quindi saliamo il prima possibile e, se è nascosto, aspettiamo un po', perché a volte si apre. Il secondo: in cima fa freddo e tira vento tutto l'anno; in pieno agosto abbiamo visto gente in maniche corte tremare. Foulard per entrare e spalle coperte; alla porta ci sono gonne in prestito per chi è in pantaloncini. Un'ora tra la salita, la chiesa e le foto.  

4º Giorno - Tbilisi - Mtskheta - Uplistsikhe - Gori - Tbilisi

Strada totale del giorno - 190KM 3 Ore e 22 Minuti Svetitskhoveli, Uplistsikhe e il museo di Stalin. Sono 190 km; partiamo presto per non andare di fretta. Strada 26KM 0 Ore e 35 Minuti

Svetitskhoveli

Svetitskhoveli Per un georgiano questa è la cattedrale, punto. Sta a Mtskheta, l'antica capitale, a 20 km da Tbilisi, e quella attuale fu costruita tra il 1010 e il 1029 sopra la chiesa del IV secolo del re Mirian, quello che convertì il paese al cristianesimo. Sotto, secondo la tradizione, è sepolta la tunica di Cristo: la portò da Gerusalemme un ebreo di Mtskheta, sua sorella Sidonia morì abbracciata a essa e furono sepolte insieme; dal punto crebbe un cedro, e dal suo tronco uscì la colonna che dà il nome al tempio, "la colonna che dà la vita". Qui si incoronavano e si seppellivano i re; le lastre di Vakhtang Gorgasali e di Erekle II sono nel pavimento. È Patrimonio UNESCO dal 1994 e nel fine settimana i matrimoni si susseguono, quindi a volte tocca aspettare alla porta. Foulard per le donne e spalle coperte per tutti. Mezz'ora dentro, un'altra nei vicoli intorno, che vivono di turismo ma conservano l'aria di paese. Strada 61KM 1 Ore e 5 Minuti

Uplistsikhe

Uplistsikhe Una città intera scavata nella roccia, a 10 km da Gori sopra il fiume Mtkvari. A Uplistsikhe si è vissuto dal primo millennio avanti Cristo fino al Medioevo: prima centro pagano, poi cristiano, e sempre un punto di passaggio delle carovane. Restano strade intagliate, una sala con il soffitto che imita travi di legno (la chiamano "sala della regina Tamar"), torchi per il vino, un tunnel che scende al fiume e una chiesa di mattoni del X secolo piantata sopra tutto. I mongoli la svuotarono nel XIII secolo e non si riprese più. Un consiglio: d'estate non c'è ombra e la roccia scotta, quindi meglio la mattina presto o a fine giornata, e con scarpe che facciano presa, perché la pietra levigata scivola. In un'ora si sale fino alla chiesa e si vede il fiume dall'alto. Strada 14KM 0 Ore e 20 Minuti

Museo di Stalin

Museo di Stalin Gori è la città dove nacque Iosif Dzhugashvili nel 1878, e il museo che gli dedicarono nel 1957 è ancora aperto quasi com'era allora. Sono tre cose: la casetta di legno dove nacque, protetta sotto un padiglione di colonne; l'edificio principale, un palazzo in stile sovietico con i suoi oggetti personali, foto, regali di capi di Stato e una delle copie in bronzo della sua maschera mortuaria; e il vagone blindato con cui viaggiò a Yalta e a Potsdam, perché non amava volare. Lo diciamo chiaramente: il museo racconta la versione gentile. C'è una piccola sala sulla repressione, aggiunta tardi, e poco altro. Il resto lo raccontiamo noi lungo la strada, e la visita, di un'ora, finisce di solito in una lunga conversazione in auto. Strada 89KM 1 Ore e 22 Minuti

5º Giorno - Tbilisi - Sadakhlo - Haghpat - Saghmosavank - Yerevan

Strada totale del giorno - 289KM 5 Ore e 28 Minuti Giornata di frontiera: 289 km, 5 ore e 28 minuti, e il monastero di Haghpat e Saghmosavank. Dall'altra parte aspettano auto e guida nuove. Strada 74KM 1 Ore e 18 Minuti

Sadakhlo, frontiera tra Georgia e Armenia

Qui si passa a piedi: controllo passaporti da un lato, qualche centinaio di metri con la valigia e controllo dall'altro. Tra mezz'ora e un'ora a seconda del giorno. Dall'altra parte aspettano l'auto e la guida del paese successivo, quindi è il momento di salutare quelli di qui. Strada 43KM 0 Ore e 55 Minuti

Monastero di Haghpat

Monastero di Haghpat Sopra il canyon del Debed, nella regione di Lori e quasi al confine con la Georgia, Haghpat è Patrimonio UNESCO dal 1996 e, per noi, il monastero armeno più completo: la chiesa della Santa Croce del 991, il gavit con i suoi archi incrociati, il campanile del 1245, il refettorio e la biblioteca, con le giare interrate nel pavimento dove si nascondevano i manoscritti quando arrivavano gli invasori. Lo fondò la regina Khosrovanush nel 976. Nel cortile c'è il khachkar del Salvatore, del 1273, il più fine delle migliaia che ci sono in Armenia. Qui visse e morì Sayat-Nova, il trovatore del XVIII secolo che cantava in armeno, georgiano e azero, e a Tbilisi ha una via. Un'ora, e un'altra per Sanahin, che sta a 10 km. È a 180 km da Yerevan; la cittadina in basso, Alaverdi, è mineraria e brutta, e lo diciamo perché non ti sorprenda. Strada 140KM 2 Ore e 30 Minuti

Saghmosavank

Saghmosavank Sull'orlo di un taglio di cento metri, quello che il fiume Kasagh apre nell'altopiano, c'è un monastero di pietra rossastra del 1215 chiamato "quello dei salmi": Saghmosavank. Lo costruirono i principi Vachutian, e quello che ha di speciale è il gavit, la sala d'ingresso con volta di pietra e rilievi, e la biblioteca, perché qui si copiarono manoscritti per secoli. Sta a 30 km da Yerevan, sulla strada per l'Aragats, e non c'è quasi mai nessuno. Mezz'ora. La cosa migliore è affacciarsi sul canyon dal muro di dietro e, con la giornata limpida, vedere l'Ararat in fondo sopra la pianura. Strada 32KM 0 Ore e 45 Minuti

6º Giorno - Yerevan - Passeggiata per Yerevan - Garni - Gueghard - Yerevan

Strada totale del giorno - 62KM 1 Ore e 33 Minuti Giornata con 1 ora e 33 minuti al volante, che non è poco, e in cambio una passeggiata per Yerevan, Garni e Geghard. Strada 0KM 0 Ore e 0 Minuti

Passeggiata per Yerevan

Passeggiata per Yerevan Yerevan è rosa. Quasi tutto il centro è costruito in tufo vulcanico di quel colore, seguendo il piano circolare che Alexander Tamanian disegnò negli anni Venti, e piazza della Repubblica, con i suoi portici e la sua fontana, ne è il pezzo centrale. Da lì saliamo alla Cascata, la scalinata monumentale iniziata negli anni Settanta e finita nel 2009 con dentro il museo Cafesjian, con le scale mobili e il gatto grasso di Botero alla base. Dall'alto, se l'aria è pulita, tutto l'Ararat, che sta in Turchia ma domina la città. La città si vanta di essere 29 anni più vecchia di Roma: la fortezza di Erebuni è del 782 avanti Cristo. Ma quello che si vive oggi è un'altra cosa: dehors, il mercato Vernissage nei fine settimana, caffè che non chiudono. Tre o quattro ore a piedi, scarpe comode e, d'estate, acqua: Yerevan a luglio supera i 35 gradi. Strada 26KM 0 Ore e 38 Minuti

Garni

Garni Un tempio greco in Armenia. Quello di Garni lo fece costruire il re Tiridate I intorno al 77, dedicato al dio del sole Mihr, ed è l'unico edificio pagano sopravvissuto alla conversione del paese al cristianesimo, probabilmente perché i re lo usavano come residenza estiva. Quello che si vede oggi è una ricostruzione del 1969-1975 con le pietre originali: il terremoto del 1679 l'aveva buttato giù del tutto. Accanto restano le terme romane con un mosaico e l'iscrizione "abbiamo lavorato senza ricevere nulla", che a noi guide fa sorridere. L'altra cosa è il canyon dell'Azat, proprio sotto: la "sinfonia di pietre", una parete di colonne di basalto perfettamente esagonali che sembrano un organo. Si scende con i 4x4 della gente del posto o a piedi, 20 minuti di discesa. Un'ora in tutto, di più se scendiamo fino alle colonne. Strada 10KM 0 Ore e 15 Minuti

Geghard

Geghard Metà del monastero sta dentro la montagna. Geghard lo fondò san Gregorio l'Illuminatore nel IV secolo accanto a una sorgente che sgorga ancora dentro una delle cappelle, e quello che si vede è del XIII: la chiesa principale, del 1215, e le sale scavate nella roccia dai principi Proshian, con i loro stemmi scolpiti e un'acustica che si prova cantando. Il nome significa "lancia": qui si conservò per secoli quella che, secondo la tradizione, trafisse il costato di Cristo, oggi nel museo di Echmiadzin. Patrimonio UNESCO dal 2000. Un'ora. È il posto dell'Armenia dove più spesso abbiamo visto la gente commuoversi, soprattutto se capita un coro nella sala della roccia. All'uscita le donne del villaggio vendono lavash appena fatto e gata, un pane dolce; vale la pena fermarsi. Strada 26KM 0 Ore e 40 Minuti

7º Giorno - Yerevan - Echmiadzin - Zvartnots - Yerevan

Strada totale del giorno - 49KM 1 Ore e 25 Minuti Oggi l'auto è solo il mezzo: 49 km per raggiungere Echmiadzin e Zvartnots. Strada 21KM 0 Ore e 45 Minuti

Echmiadzin

Echmiadzin Il Vaticano armeno. A Echmiadzin, a 20 km da Yerevan, vive il Catholicos, capo della Chiesa apostolica armena, e c'è la cattedrale che san Gregorio l'Illuminatore fondò nel 303, due anni dopo che l'Armenia si fece cristiana, la prima nazione a farlo. Quello che si vede è soprattutto del V secolo e di rifacimenti successivi, e la cattedrale è stata più di dieci anni in restauro. Nel museo del complesso ci sono la lancia di Geghard e altre reliquie che a un credente dicono molto e agli altri, almeno, spiegano cosa significa questo posto. Un'ora per la cattedrale e il museo. La domenica la messa cantata riempie il tempio e si entra lo stesso, in silenzio. A cinque minuti ci sono le chiese di Hripsime e Gayane, del VII secolo, che sono quelle che piacciono di più agli architetti, e le rovine di Zvartnots.  

Zvartnots

Zvartnots Quello che resta di Zvartnots è un anello di colonne e capitelli con aquile, a dieci minuti da Echmiadzin e accanto all'aeroporto. Nel VII secolo, tra il 641 e il 661, il Catholicos Nerses III costruì qui una cattedrale rotonda a tre piani e di circa 45 metri, la più ardita della sua epoca; un terremoto la abbatté nel X secolo e nessuno la ricostruì. Fu scavata tra il 1900 e il 1907, e nel piccolo museo c'è un plastico che aiuta a immaginare com'era. Patrimonio UNESCO dal 2000, insieme a Echmiadzin. Mezz'ora. È un posto piatto e aperto, con l'Ararat sullo sfondo quando la giornata è limpida, ed è per questo che le foto da qui vengono sempre bene.  

8º Giorno - Trasferimento da Yerevan all'aeroporto di Zvartnots

Ultimo giorno: trasferimento in aeroporto con il margine che richiede il tuo volo. Strada 13KM 0 Ore e 25 Minuti