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Gastronomia

C'è una ragione se nessuno torna dal Caucaso parlando solo di monasteri: la tavola. La Georgia ha inventato il vino — ottomila anni di prove archeologiche — e continua a farlo come allora, fermentato nei qvevri, anfore di argilla interrate dichiarate patrimonio UNESCO. Intorno a quel vino ruota la supra, il banchetto georgiano guidato da un tamada che trasforma ogni brindisi in un piccolo discorso sulla vita.

In questa sezione spieghiamo i piatti che incontrerete: il khachapuri nelle sue versioni regionali (quello dell'Agiaria, con uovo e burro, è un pasto completo), i khinkali da mangiare con le mani tenendoli per il nodo, il dolma che armeni e azeri rivendicano entrambi, le melanzane alle noci, la churchkhela appesa nei mercati come candele colorate, e il brandy armeno che Churchill ordinava a casse.

Tutti i nostri viaggi includono soste gastronomiche: cantine familiari nel Kakheti, pranzi casalinghi e mercati. Iniziate dagli itinerari nel Caucaso e chiedeteci una rotta piena di lunghe tavolate.