Baku per chi ci va la prima volta: la Città Vecchia, il petrolio e le torri, il lungomare del Caspio, cosa mangiare, quanti giorni e il visto

A Baku si arriva di notte, quasi sempre, e la prima cosa che si vede dal taxi sono le tre torri a forma di fiamma con le luci che corrono sulla facciata; al mattino, dall'albergo, si vede il mare, che è il Caspio, e una città bassa di pietra color sabbia con un recinto murato in mezzo. Questa è la città: due milioni di abitanti, una Città Vecchia del XII secolo che è Patrimonio dell'Umanità, una città del 1900 costruita con i soldi del primo petrolio del mondo, con palazzi di pietra scolpita e viali, e una città di questo secolo, di torri, centri di Zaha Hadid e passeggiate nuove, messe una accanto all'altra senza mescolarsi. È sicura, economica, si passeggia bene e sorprende quasi tutti. Questa guida racconta cosa vedere in ogni parte, cosa mangiare, come muoversi, quanti giorni servono, il visto e le escursioni.

Flame Towers di Baku illuminate sopra la Città Vecchia al crepuscolo
Le tre Flame Towers del 2012 sopra la Città Vecchia: le due Baku in una foto, quella del XII secolo e quella del petrolio di oggi.

La Città Vecchia

Icherisheher, la città interna, è un recinto murato di 22 ettari nel centro, con vie che salgono e scendono, case di pietra con balconi di legno, caravanserragli, bagni e moschee, entrato nella lista UNESCO nel 2000 e rimasto sei anni in quella del pericolo finché non fu sistemato. Le due cose da vedere sono la Torre della Vergine, un cilindro di pietra di 28 metri del XII secolo su una base più antica, di cui nessuno sa lo scopo, con leggende di principesse e una vista dall'alto, e il palazzo degli Shirvanshah, i re dello Shirvan che si stabilirono qui nel XV secolo, con la moschea, il mausoleo, il bagno e la sala delle udienze di pietra chiara, che si vede in un'ora e mezza. Il resto è camminare: i caravanserragli trasformati in ristoranti, l'atelier di Ali Shamsi, il pittore che tiene la casa aperta, i negozi di tappeti, e il Museo dei Libri in Miniatura, che è quello che sembra. È piccola e si percorre in una mattina, con il ritorno al tramonto per le mura illuminate.

La città del petrolio e quella di oggi

Fuori dalle mura comincia la Baku del 1900, quando i pozzi di Absheron producevano metà del petrolio del mondo e i Nobel, i Rothschild e i baroni locali come Taghiyev innalzavano palazzi di pietra scolpita nelle vie tra la piazza delle Fontane e via Nizami, che è la zona del passeggio, dei caffè e dei negozi; il Museo di Storia, nella casa di Taghiyev, mostra come vivevano. La Baku di questo secolo sono le tre Flame Towers del 2012, fino a 182 metri, con la funicolare che sale ai loro piedi e alla vista della baia, il Centro Heydar Aliyev di Zaha Hadid, del 2012, un'onda bianca senza un angolo retto da vedere fuori e dentro, e il lungomare, il Bulvar, cominciato nel 1909 e che oggi si estende per diversi chilometri lungo la riva con parchi, il Museo del Tappeto a forma di tappeto arrotolato e la ruota panoramica. In mezzo, il Parco della Filarmonica, con la sua fontana e il suo edificio del 1912 copiato da un casinò di Montecarlo, per sedersi.

Cosa mangiare

La cucina è persiana e turca insieme, con il Caspio accanto: plov, il riso allo zafferano con la crosta, con agnello, castagne e frutta secca, che si ordina nei ristoranti della Città Vecchia e si mangia piano; dolma, le foglie di vite o le verdure ripiene di carne, nella lista UNESCO dal 2017; qutab, la sfoglia sottile con erbe o carne che si compra per strada; kebab di agnello e di storione; piti, lo stufato in pentola di coccio che viene da Sheki; e per dolce, baklava e shekerbura con il tè nero nel bicchiere armudu, con la vita stretta, e un cucchiaio di marmellata di mele cotogne o di noci. Per vedere cosa si mangia e comprare formaggio, zafferano e frutta secca, lo Yashil Bazar, il mercato verde, a due fermate di metro.

Vicoli di pietra della Città Vecchia di Baku con balconi di legno
Icherisheher, la Città Vecchia: vie di pietra color sabbia, balconi di legno e le mura, a due passi dalle torri.

Escursioni dalla città

La penisola di Absheron ha metà di ciò che spiega l'Azerbaigian: il tempio del fuoco di Ateshgah, il recinto che i mercanti indù eressero sulle fiamme naturali, e Yanardag, il pendio che arde da decenni, si fanno in mezza giornata; Gobustan, con i petroglifi di diecimila anni fa e i vulcani di fango, in un'altra mezza giornata verso sud; e con più tempo, Sheki e le montagne, a quattro ore, o Quba e Khinalig, a nord, che sono un altro viaggio.

Il lato pratico

I cittadini della maggior parte dell'Europa hanno bisogno di un e-visa, da richiedere online prima del viaggio sul portale ufficiale del governo, che arriva in pochi giorni; non si può entrare con un timbro del Karabakh, ma i timbri dell'Armenia vanno bene. La moneta è il manat, si cambia in qualsiasi cambiavalute del centro e i bancomat funzionano; la metro, con la carta ricaricabile, è economica e arriva ovunque, e i taxi si chiamano con l'app. Si parlano azero e russo, e inglese negli alberghi e nei ristoranti del centro. Il periodo migliore va da aprile a giugno e da settembre a ottobre; l'estate è calda e ventosa, l'inverno freddo e umido. Con tre giorni si vedono la città e la penisola; con cinque, Gobustan e una notte fuori.

Domande frequenti

Gli europei hanno bisogno del visto?

Sì, un e-visa da richiedere online sul portale ufficiale del governo dell'Azerbaigian prima del viaggio, con il passaporto scansionato, che arriva per email in pochi giorni; si stampa e si mostra alla frontiera. Non serve per i passaporti di alcuni paesi dell'Asia e del Golfo, ma sì per quelli dell'Unione europea.

Quanti giorni servono?

Tre per la Città Vecchia, il centro, il lungomare, il Centro Heydar Aliyev e un'escursione ad Ateshgah e Yanardag; quattro o cinque se si aggiunge Gobustan e si vuole un pomeriggio senza programma. Per proseguire verso Sheki, Lahij o Quba bisogna contare una settimana nel paese.

È sicura?

Sì, è una delle città più sicure della regione, con poca criminalità, strade illuminate e polizia visibile, e si può passeggiare di notte nel centro e sul lungomare senza problemi; le precauzioni sono quelle di qualsiasi grande città, con la borsa e i taxi senza licenza. Ciò che conviene evitare sono le conversazioni politiche sull'Armenia in pubblico.