I regni antichi del Caucaso: dagli ominini di Dmanisi a Urartu, Colchide, Armenia, Iberia e Albania, e chi comandò dopo
Nel Caucaso fu trovato nel 1991 il cranio umano più antico fuori dall'Africa, di 1,8 milioni di anni, a Dmanisi, a un'ora e mezza da Tbilisi, e da allora non ha mai smesso di comparire gente: agricoltori dell'età del bronzo, re che scrivevano in cuneiforme, greci in cerca d'oro, romani, persiani, arabi, mongoli e russi. Ciò che si vede oggi nella regione, chiese, fortezze, templi, alfabeti, sono strati di quella storia, e per capirli aiuta avere l'ordine in testa. Questa guida lo dà, dai primi abitanti all'arrivo della Russia, con ciò che resta in piedi di ogni epoca.
Prima dei regni
Gli ominini di Dmanisi, cinque crani di Homo erectus arcaico che cambiarono ciò che si sapeva dell'uscita dall'Africa, si vedono nel sito e nel Museo Nazionale di Tbilisi. Poi un lungo vuoto fino alla cultura Kura-Araxes, dal 3500 al 2000 a.C. circa, agricoltori e metallurgi che si estesero dai due fiumi che le danno il nome fino alla Siria, e i tumuli di Trialeti, con la loro oreficeria del secondo millennio. In Azerbaigian, i petroglifi di Gobustan coprono quarantamila anni di disegni sulla roccia, fino al Medioevo.
I regni
Urartu, dal IX al VI secolo a.C.
Il primo stato con un nome della regione, rivale dell'Assiria, con capitale a Tushpa, presso il lago Van, nell'attuale Turchia, e fortezze di pietra, canali e templi su tutto l'altopiano armeno. Argishti I fondò Erebuni nel 782 a.C. su una collina di quella che oggi è Yerevan, e l'iscrizione cuneiforme che lo racconta è ancora sul muro; la città celebra quell'anno come la sua fondazione. Urartu cadde verso il 590 a.C. davanti a medi e sciti, e sulle sue rovine si formò l'Armenia.
La Colchide, dal XIII al I secolo a.C.
Sulla costa georgiana del Mar Nero, il regno in cui i greci mandarono Giasone e gli argonauti a prendere il vello d'oro, un mito con un fondamento: i fiumi dello Svaneti trascinavano oro, che si filtrava con pelli di pecora, e a Vani, vicino a Kutaisi, sono state scavate tombe dal V al III secolo a.C. piene di gioielli che stanno nel Museo Nazionale di Tbilisi. I greci fondarono colonie sulla costa dal VI secolo a.C., e poi la Colchide passò a Mitridate e a Roma.
Armenia, dal VI secolo a.C. all'XI d.C.
Satrapia persiana prima, regno con gli orontidi poi, raggiunse la massima estensione con Tigrane II il Grande, tra il 95 e il 55 a.C., dal Caspio al Mediterraneo, finché Roma lo frenò. Tiridate I eresse il tempio di Garni verso l'anno 77; Tiridate III si convertì al cristianesimo nel 301 per opera di Gregorio l'Illuminatore, che aveva tenuto tredici anni in un pozzo, e l'Armenia fu il primo stato cristiano del mondo. L'alfabeto di Mashtots, del 405, e le chiese di Echmiadzin e Zvartnots sono di quell'Armenia, che poi bizantini, arabi e bagratidi si spartirono fino alla caduta di Ani nell'XI secolo.
Iberia, dal III secolo a.C. al VI d.C.
Il regno di Kartli, con capitale a Mtskheta, che la tradizione fa fondare da Parnavaz verso il 300 a.C., e da cui viene la Georgia: cliente di Roma, campo di battaglia tra Roma e Persia, e cristiano verso il 326 o il 337 per la predicazione di Nino, una donna della Cappadocia. Ciò che resta sono Mtskheta con Svetitskhoveli e Jvari, le rovine di Armazi e la basilica di Bolnisi, del 478, con l'iscrizione georgiana più antica del paese.
Albania caucasica, dal IV secolo a.C. all'VIII d.C.
Il regno che occupava l'attuale Azerbaigian e il sud del Daghestan, senza relazione con l'Albania balcanica, che fu cristiano dal IV secolo ed ebbe chiesa e alfabeto propri; gli arabi lo dissolsero nell'VIII secolo. Restano la chiesa di Kish, vicino a Sheki, e le rovine di Gabala, la capitale.
Chi comandò dopo
La Persia, achemenide e poi sasanide, che governò Armenia e Iberia per secoli e portò lo zoroastrismo, di cui restano i templi del fuoco dell'Azerbaigian. Roma e Bisanzio, che contesero la regione alla Persia e finanziarono chiese e fortezze. Gli arabi, entrati nel VII secolo, islamizzarono quello che oggi è l'Azerbaigian ed ebbero un emirato a Tbilisi dal 736 al 1122, finché Davide il Costruttore la riconquistò e aprì l'età dell'oro georgiana, quella della regina Tamar, finita con i mongoli nel 1220-1240. Poi Timur, turcomanni, ottomani e safavidi, che si spartirono il Caucaso in due. E la Russia, che annesse Kartli-Kakheti nel 1801, ricevette l'Azerbaigian con Gulistan nel 1813 e l'Armenia orientale con Turkmenchay nel 1828, e disegnò i confini che restano oggi.
Domande frequenti
Qual è la civiltà più antica del Caucaso?
Gli ominini di Dmanisi, di 1,8 milioni di anni, sono la presenza umana più antica fuori dall'Africa, ma non una civiltà. La prima cultura organizzata è quella di Kura-Araxes, dal 3500 al 2000 a.C., e il primo stato con nome, re e scrittura è Urartu, del IX secolo a.C., da cui viene Erebuni.
Perché l'Armenia fu il primo paese cristiano?
Perché nel 301, secondo la tradizione, il re Tiridate III si fece battezzare da Gregorio l'Illuminatore, che teneva prigioniero nel pozzo di Khor Virap, e proclamò il cristianesimo religione di stato, prima di Costantino a Roma. La Georgia lo fece una generazione dopo, verso il 326 o il 337, per la predicazione di Santa Nino.
Dove si vedono i resti dei regni antichi?
Dmanisi e il Museo Nazionale di Tbilisi, con i crani e l'oro di Vani; Erebuni e il museo di Storia di Yerevan, con Urartu; Garni ed Echmiadzin, con l'Armenia antica; Mtskheta, Armazi e Bolnisi, con l'Iberia; Kish e Gabala, con l'Albania caucasica; e Gobustan, con i petroglifi.