— Itinerario —

Dal vino dell'est alle grotte dell'ovest: Kakheti e Imereti

8 giorni Batumi (BUS)

La Kakheti per il vino e l'Imereti per l'acqua, con la capitale in mezzo. Da Batumi, una giornata sulla costa e il tratto lungo fino a Tbilisi, 377 km, con il parco dendrologico di Shekvetili e il monastero di Ubisa come soste. Nella capitale, una giornata a piedi e l'escursione in Kakheti: Telavi, la cattedrale di Alaverdi, la cittadella di Gremi e la degustazione nel tunnel di Khareba. Il sesto giorno va a ovest per Jvari e Svetitskhoveli, Uplistsikhe e il museo di Stalin a Gori fino a Kutaisi, e il settimo è quello dell'acqua: la grotta di Prometeo e la barca nel canyon di Martvili, con arrivo a Batumi nel pomeriggio.

Trasferimento in aeroporto l'ottavo. Tre hotel, Batumi, Tbilisi e Kutaisi, e un ritmo con un solo giorno di oltre cinque ore di auto. A settembre e ottobre la giornata in Kakheti coincide con la vendemmia; d'estate, costume per Martvili.

Itinerario

1º Giorno - Trasferimento dall'aeroporto di Batumi a Batumi

Arrivo. Qualcuno del team ti aspetta in aeroporto con un cartello; il resto della giornata è tuo.

2º Giorno - Batumi e dintorni

Strada totale del giorno - 27KM 0 Ore e 50 Minuti Il museo Etnografico Borjgalo e la fortezza di Gonio. Sono 27 km; partiamo presto per non andare di fretta. Strada 6KM 0 Ore e 15 Minuti

Museo Etnografico Borjgalo

Museo Etnografico Borjgalo Non è un museo come gli altri. Borjgalo l'ha fatto con le sue mani Kemal Turmanidze, uno scultore della zona, e l'ha aperto nel 2016 alla periferia di Batumi, vicino all'aeroporto: plastici e figure di legno quasi a grandezza naturale che mostrano come si viveva nei villaggi dell'Agiaria cent'anni fa, la casa, il mulino, la fucina, il matrimonio, l'apicoltore. Molti pezzi si muovono o hanno suoni, e lo stesso Kemal o la sua famiglia di solito sono lì. Funziona benissimo con i bambini e con chi è già stanco di chiese. Un'ora. Sta in una via di periferia senza niente intorno, quindi non aspettarti un bar.

Fortezza di Gonio

Fortezza di Gonio A 15 km a sud di Batumi, quasi al confine turco, i romani costruirono nel I secolo l'accampamento di Apsaros per sorvegliare la costa, e le mura sono ancora in piedi: un rettangolo di quasi 900 metri di perimetro con 18 delle 22 torri originali. Poi lo usarono bizantini e ottomani, che lo chiamarono Gonio. Dentro c'è un piccolo museo con quello che hanno trovato gli scavi, resti di terme romane e una tomba che la tradizione attribuisce all'apostolo Mattia, quello che sostituì Giuda. Senza prove, ma la gente viene a pregare. È una sosta di 45 minuti, pianeggiante e senza ombra; d'estate conviene un cappello. Se resta tempo, la spiaggia di Gonio è accanto ed è tra le più tranquille della zona.

3º Giorno - Batumi - Parco dendrologico - Ubisa - Tbilisi

Strada totale del giorno - 377KM 6 Ore e 7 Minuti Prima il parco dendrologico di Shekvetili, poi il monastero di Ubisa. 377 km, 6 ore e 7 minuti; pranziamo lungo la strada. Strada 49KM 0 Ore e 51 Minuti

Parco dendrologico di Shekvetili

Parco dendrologico di Shekvetili Gli alberi di questo parco sono arrivati via mare. Sono esemplari di cento e duecento anni, liriodendri, magnolie, eucalipti, che Bidzina Ivanishvili, l'uomo più ricco della Georgia, ha comprato in tutto il paese e trasportato su chiatte fino alla costa della Guria; c'è un documentario, "Taming the Garden", che lo racconta e che non fa una bella figura al proprietario. Il parco di Shekvetili ha aperto nel 2020: 60 ettari accanto alla spiaggia, più di 200 specie, laghi, un bosco di bambù e, al centro, l'albero più grande, che si vede dalla strada. È gratuito, impeccabile e d'estate ci sono code nei fine settimana. Un'ora abbondante a passeggio; vicino ci sono le spiagge di sabbia nera magnetica di Ureki, che la gente della zona usa come stazione termale.

Monastero di Ubisa

Monastero di Ubisa Dall'autostrada tra Tbilisi e Kutaisi non si direbbe che lì accanto c'è uno dei migliori cicli di affreschi della Georgia. Ubisa è un piccolo monastero del IX secolo, fondato da Grigol Khandzteli, il grande organizzatore della vita monastica georgiana, e dentro è dipinto da cima a fondo da un maestro del XIV secolo chiamato Damiane, con uno stile che viene da Costantinopoli: volti allungati, colori spenti, molta espressione. Bisogna lasciare che gli occhi si abituino alla penombra. Mezz'ora. È una sosta che spezza bene le tre ore di autostrada, e accanto ci sono posti da strada per mangiare, di quelli con khachapuri e limonata.

4º Giorno - Tbilisi - Visita guidata in spagnolo

Senza strada Oggi: il viale Rustaveli, Piazza Metekhi, la fortezza di Narikala, Abanotubani e Anchiskhati.

Viale Rustaveli

Viale Rustaveli Un chilometro e mezzo di platani tra piazza della Libertà e piazza Rustaveli. È la via dove Tbilisi si dà importanza: il Parlamento, l'Opera dall'aria moresca del 1896, il teatro Rustaveli, la chiesa di Kashueti, il Museo Nazionale e i vecchi alberghi di inizio Novecento. Porta il nome di Shota Rustaveli, il poeta del XII secolo che scrisse "Il cavaliere con la pelle di pantera", il libro che qualunque georgiano sa citare. Si percorre a piedi in mezz'ora abbondante, o in due fermate di metro se il caldo stringe. Davanti al Parlamento c'è una targa che vale la pena di leggere: il 9 aprile 1989 l'esercito sovietico disperse qui una manifestazione e morirono ventuno persone, quasi tutte donne. Quel giorno pesa ancora sulla politica del paese.  

Piazza Metekhi

Piazza Metekhi Il re a cavallo che guarda la città dall'alto della rupe è Vakhtang Gorgasali, il fondatore di Tbilisi secondo la tradizione; la statua è del 1967. Accanto, la chiesa di Metekhi, della fine del XIII secolo, costruita da Demetrio II sopra un'altra del V. Qui ci fu il palazzo reale per secoli, e nell'Ottocento e in epoca sovietica l'edificio fu una prigione: ci passò anche Gor'kij. Poi divenne teatro e nel 1988 tornò a essere chiesa. Veniamo qui per la vista, che è la migliore della città bassa: i bagni sulfurei proprio sotto, Narikala di fronte e il fiume che passa in mezzo. È una sosta di quindici minuti che quasi sempre si allunga per le foto.  

Fortezza di Narikala

Fortezza di Narikala Saliamo con la funivia che parte dal parco Rike e attraversa il fiume in due minuti; costa quanto un biglietto della metro e si paga con la stessa tessera. In cima c'è Narikala, o quello che ne resta: la fondarono i persiani nel IV secolo, la ampliarono gli arabi nell'VIII e i georgiani nel XII, e nel 1827 un'esplosione della polveriera si portò via buona parte delle mura. La chiesa di San Nicola, all'interno, è del 1997 su fondamenta medievali. Il motivo per salire non sono le pietre ma la vista: tutto il centro storico, le cupole dei bagni, il fiume e Metekhi di fronte. Attenzione, le mura non hanno parapetto e la roccia è levigata da tanti piedi. Da qui si scende a piedi per il quartiere di Betlemi fino ai bagni, e lungo la strada si passa accanto alla Madre della Georgia, la statua di alluminio del 1958 che veglia sulla città con una coppa in una mano e una spada nell'altra.  

Abanotubani

Abanotubani Tbilisi vuol dire "luogo caldo", e il caldo viene da qui. Abanotubani è il quartiere dei bagni sulfurei, sulla riva destra del Mtkvari, proprio sotto Narikala: cupole di mattoni a livello del suolo con i bagni sotto, e acqua che sgorga da sola a 37-40 gradi e sa di uovo. La leggenda dice che il re Vakhtang Gorgasali fondò la città nel V secolo dopo aver visto un fagiano ferito guarire in queste acque. Puškin ci fece il bagno nel 1829 e scrisse di non aver mai visto niente di simile. Si può passeggiare e guardare, ma quello che vale la pena è entrare: una sala privata con vasca d'acqua calda e, se vuoi, uno scrub con guanto di crine che ti lascia la pelle nuova. In alta stagione bisogna prenotare, e serve portare costume e asciugamano o noleggiarli. La facciata di piastrelle azzurre è quella del bagno Orbeliani; gli altri sono più sobri fuori.  

Anchiskhati

Anchiskhati È la chiesa più antica ancora in piedi a Tbilisi, e non lo sembra: una piccola basilica a tre navate, di pietra senza ornamenti, nascosta in una via del centro storico. La fece costruire il re Dachi, figlio di Vakhtang Gorgasali, intorno al 530. Il nome viene dall'icona del Cristo di Ancha, arrivata qui nel 1664 da una zona che oggi è Turchia e che ora si trova al Museo d'Arte. Il campanile di mattoni, del 1675, è quello che si vede dalla strada. Se capita di domenica mattina, entriamo durante la messa: il coro di Anchiskhati canta polifonia georgiana come si cantava secoli fa, ed è una delle cose che la gente ricorda di più del viaggio. Gli altri giorni è quasi vuota e si vede in dieci minuti. All'ingresso ci sono foulard per le donne.  

5º Giorno - Tbilisi - Telavi - Alaverdi - Gremi - Kvareli - Tbilisi

Strada totale del giorno - 309KM 5 Ore e 7 Minuti Oggi l'auto è solo il mezzo: 309 km per raggiungere Telavi, il monastero di Alaverdi, Gremi e la cantina Khareba. Strada 95KM 1 Ore e 43 Minuti

Telavi

Telavi Telavi è il capoluogo del Kakheti, la regione del vino, e una città di provincia con piazza, mercato e un platano di 900 anni (così dicono, e nessuno osa discuterlo) al centro. Quello che si visita è Batonis Tsikhe, "la fortezza del signore", la residenza murata dei re del Kakheti nel XVII e XVIII secolo, con il palazzo di Erekle II, l'ultimo grande re, e un museo che spiega la regione. Davanti, la sua statua a cavallo che guarda il Caucaso. Un'ora per la fortezza e una passeggiata. L'utilità di Telavi è quello che ha intorno: Alaverdi, Gremi, Nekresi e le cantine della pianura dell'Alazani sono tutte a meno di mezz'ora. Strada 21KM 0 Ore e 25 Minuti

Monastero di Alaverdi

Monastero di Alaverdi La cattedrale di Alaverdi si vede da lontano nella pianura del Kakheti: 50 metri di altezza, la seconda chiesa più alta della Georgia e per quasi mille anni la prima. La fece costruire Kvirike III all'inizio dell'XI secolo sul monastero fondato nel VI da Giuseppe di Alaverdi, uno dei tredici padri assiri che portarono la vita monastica nel paese. Dentro restano affreschi tra l'XI e il XV secolo, ed è vietato fotografarli. I monaci fanno vino nei qvevri dal 2006, recuperando una tradizione che qui ha secoli, e a settembre la festa di Alaverdoba raduna mezza regione nel prato fuori. Visita di 40 minuti; foulard per le donne e, se sei in pantaloncini, ci sono gonne in prestito alla porta. Strada 35KM 0 Ore e 32 Minuti

Gremi

Gremi Per 150 anni, dal 1466 al 1616, Gremi fu la capitale del regno del Kakheti, una città della Via della Seta con mercati, bagni e caravanserragli. Nel 1616 lo scià Abbas di Persia la rase al suolo e ne deportò gli abitanti, e non si rialzò mai più; la capitale passò a Telavi. Quello che resta sta in cima a una roccia: la chiesa degli Arcangeli del 1565, con affreschi, e la torre-residenza dei re, oggi un piccolo museo con un buon plastico di com'era la città. Mezz'ora. Si sale in auto fino in cima, e dalla torre si vede la valle dell'Alazani e, in fondo, la muraglia del Caucaso. Strada 18KM 0 Ore e 17 Minuti

Cantina Khareba, il tunnel del vino

Cantina Khareba, il tunnel del vino Nel 1962 i sovietici scavarono 7,7 km di gallerie nel versante del Caucaso, vicino a Kvareli, per conservare il vino a temperatura costante: 12-14 gradi tutto l'anno. Oggi sono della cantina Khareba, che le ha riempite di bottiglie e di qvevri, le anfore interrate in cui la Georgia fa il vino da 8.000 anni. Si percorre un tratto illuminato, si spiega il metodo e si degusta: di solito un bianco di rkatsiteli, un rosso di saperavi e, per chi ha coraggio, la chacha, l'acquavite di vinacce. È una cantina grande e piuttosto turistica, lo diciamo perché tu lo sappia; in cambio, la galleria è fresca in piena estate e la spiegazione è chiara. Un'ora. Fuori c'è un ristorante con terrazza se tocca pranzare in zona. Strada 140KM 2 Ore e 10 Minuti

6º Giorno - Tbilisi - Mtskheta - Uplistsikhe - Gori - Kutaisi

Strada totale del giorno - 267KM 4 Ore e 44 Minuti 267 km e 4 ore e 44 minuti di auto in tutto. Soste del giorno: Jvari, Svetitskhoveli, Uplistsikhe e il museo di Stalin. Strada 25KM 0 Ore e 36 Minuti

Jvari, il Monastero della Croce

Jvari, il Monastero della Croce Dalla strada per Tbilisi si vede una chiesetta in cima a una collina spoglia, sopra Mtskheta. È Jvari, "la croce", e sta lì perché, secondo la tradizione, nel IV secolo santa Nino piantò in quel punto una croce di legno quando convertì la Georgia. La chiesa attuale fu costruita tra il 586 e il 605 e servì da modello per molte altre del paese: pianta a croce con quattro absidi e una cupola al centro, quasi senza decorazioni. È Patrimonio UNESCO insieme a Mtskheta. Quello che si ricorda è la vista: in basso si uniscono l'Aragvi e il Mtkvari, ognuno di un colore, e in mezzo la cattedrale di Svetitskhoveli. Lermontov ambientò qui il suo poema "Mtsyri". C'è quasi sempre vento, quindi una giacca non è di troppo nemmeno a luglio. Venti minuti, mezz'ora se la giornata è limpida. Strada 13KM 0 Ore e 18 Minuti

Svetitskhoveli

Svetitskhoveli Per un georgiano questa è la cattedrale, punto. Sta a Mtskheta, l'antica capitale, a 20 km da Tbilisi, e quella attuale fu costruita tra il 1010 e il 1029 sopra la chiesa del IV secolo del re Mirian, quello che convertì il paese al cristianesimo. Sotto, secondo la tradizione, è sepolta la tunica di Cristo: la portò da Gerusalemme un ebreo di Mtskheta, sua sorella Sidonia morì abbracciata a essa e furono sepolte insieme; dal punto crebbe un cedro, e dal suo tronco uscì la colonna che dà il nome al tempio, "la colonna che dà la vita". Qui si incoronavano e si seppellivano i re; le lastre di Vakhtang Gorgasali e di Erekle II sono nel pavimento. È Patrimonio UNESCO dal 1994 e nel fine settimana i matrimoni si susseguono, quindi a volte tocca aspettare alla porta. Foulard per le donne e spalle coperte per tutti. Mezz'ora dentro, un'altra nei vicoli intorno, che vivono di turismo ma conservano l'aria di paese. Strada 61KM 1 Ore e 5 Minuti

Uplistsikhe

Uplistsikhe Una città intera scavata nella roccia, a 10 km da Gori sopra il fiume Mtkvari. A Uplistsikhe si è vissuto dal primo millennio avanti Cristo fino al Medioevo: prima centro pagano, poi cristiano, e sempre un punto di passaggio delle carovane. Restano strade intagliate, una sala con il soffitto che imita travi di legno (la chiamano "sala della regina Tamar"), torchi per il vino, un tunnel che scende al fiume e una chiesa di mattoni del X secolo piantata sopra tutto. I mongoli la svuotarono nel XIII secolo e non si riprese più. Un consiglio: d'estate non c'è ombra e la roccia scotta, quindi meglio la mattina presto o a fine giornata, e con scarpe che facciano presa, perché la pietra levigata scivola. In un'ora si sale fino alla chiesa e si vede il fiume dall'alto. Strada 14KM 0 Ore e 20 Minuti

Museo di Stalin

Museo di Stalin Gori è la città dove nacque Iosif Dzhugashvili nel 1878, e il museo che gli dedicarono nel 1957 è ancora aperto quasi com'era allora. Sono tre cose: la casetta di legno dove nacque, protetta sotto un padiglione di colonne; l'edificio principale, un palazzo in stile sovietico con i suoi oggetti personali, foto, regali di capi di Stato e una delle copie in bronzo della sua maschera mortuaria; e il vagone blindato con cui viaggiò a Yalta e a Potsdam, perché non amava volare. Lo diciamo chiaramente: il museo racconta la versione gentile. C'è una piccola sala sulla repressione, aggiunta tardi, e poco altro. Il resto lo raccontiamo noi lungo la strada, e la visita, di un'ora, finisce di solito in una lunga conversazione in auto. Strada 154KM 2 Ore e 25 Minuti

7º Giorno - Kutaisi - Promete - Martvili - Batumi

Strada totale del giorno - 240KM 4 Ore e 16 Minuti Al mattino, la grotta di Prometeo; nel pomeriggio, il canyon di Martvili. In tutto, 240 km. Strada 22KM 0 Ore e 31 Minuti

Grotta di Prometeo

Grotta di Prometeo Dentro ci sono 14 gradi tutto l'anno, quindi d'estate si apprezza e d'inverno pure: porta una giacca. La grotta di Prometeo è a Kumistavi, a 20 km da Kutaisi, accanto alla località termale di Tskaltubo. Fu scoperta nel 1984 e aperta al pubblico nel 2011 con un percorso di poco più di un chilometro attraverso sei sale, delle 22 che ha, su passerelle di cemento e con luci colorate che a qualcuno piacciono e a qualcun altro no. Il nome è per il titano che, secondo i greci, finì incatenato su queste montagne; i georgiani lo chiamano Amirani. La visita dura un'ora abbondante. Alla fine, se il fiume sotterraneo ha abbastanza acqua, si può uscire in barca per un tratto di circa 300 metri, che si paga a parte; quando il livello scende, si esce a piedi. Il pavimento è umido e scivola, meglio scarpe chiuse.

Canyon di Martvili

Canyon di Martvili L'acqua del fiume Abasha ha un turchese che sembra ritoccato. Non lo è: è il canyon di Martvili, in Samegrelo, a tre ore e un quarto da Mestia e il più visitato della Georgia occidentale. Ha due tratti. In quello superiore si fa un giro in barca di circa quindici minuti tra pareti di 20-40 metri; in quello inferiore ci sono passerelle e una cascata. Era il luogo dei bagni dei principi Dadiani, che avevano il palazzo a Zugdidi. Da quando è stato sistemato, nel 2016, ci sono biglietteria, parcheggio e parecchia gente; nei fine settimana di luglio e agosto si fa la fila per le barche [DATO: precio de entrada y de la barca en 2026]. Facciamo la barca appena arrivati e poi le passerelle, mezz'ora senza fretta. Se il fiume è in piena dopo le piogge, le barche non escono e l'acqua perde il colore; quel giorno invertiamo l'ordine con Okatse.

8º Giorno - Trasferimento da Batumi all'aeroporto di Batumi

Ultimo giorno: trasferimento in aeroporto con il margine che richiede il tuo volo. Strada 6KM 0 Ore e 15 Minuti