Borjomi: la cittadina dell'acqua frizzante della Georgia, il parco delle sorgenti e le piscine calde, il palazzo dei Romanov e i sentieri del parco nazionale

Qualsiasi georgiano, a qualsiasi tavola, prima o poi ordina una bottiglia verde di Borjomi, l'acqua frizzante che sa di sale e di ferro e che cura, secondo tutti, i postumi della sbornia, lo stomaco e la tristezza; e la cittadina da cui esce è una stazione termale in una gola boscosa del sud del paese, a 160 km da Tbilisi, con case di legno dell'epoca degli zar, un parco dove l'acqua esce calda da un rubinetto e si beve gratis, un palazzo imperiale dietro una cancellata e, sopra, uno dei grandi parchi nazionali del Caucaso. È un posto da due notti, per bere, camminare e immergersi nelle piscine calde del bosco. Questa guida racconta da dove viene l'acqua, cosa c'è nel parco, cosa si può vedere e cosa no, i sentieri di montagna, il treno per Bakuriani e come arrivare.

Parco centrale di Borjomi con il padiglione della sorgente di acqua minerale e il bosco intorno
Il parco delle acque minerali di Borjomi: il padiglione della sorgente calda, il fiume Borjomula e il bosco della gola.

L'acqua

L'acqua di Borjomi esce a 38 o 40 gradi da una faglia vulcanica a 1.500 metri sotto la valle, bicarbonato-sodica, con gas naturale e un sapore salato e metallico che all'inizio stranisce e dopo tre giorni manca. I villaggi della zona la usavano da sempre, ma la storia moderna comincia nel 1829, quando dei soldati russi acquartierati qui la trovarono e il medico del reggimento la provò sui malati; negli anni 1840 il viceré Vorontsov la mise di moda tra l'aristocrazia di Tbilisi, si costruirono le terme e il parco, e nel 1890 cominciò l'imbottigliamento, che in epoca sovietica raggiunse tutta l'Unione e oggi si vende in una quarantina di paesi. Nel parco centrale, quello dell'ingresso dal ponte, un padiglione di ferro custodisce la sorgente da cui sgorga calda e gratis, e la gente riempie bottiglie; berla tiepida costa fatica, ma è quella vera.

Il parco e le piscine calde

Il parco delle acque minerali segue il fiume Borjomula su per la gola per tre chilometri, con il padiglione della sorgente, i viali degli anni 1850 con i loro chioschi, un vecchio luna park, una funivia che sale all'altopiano dove ci sono una ruota panoramica e una vista sulla valle, e, alla fine del sentiero asfaltato tra il bosco, tre piscine all'aperto di acqua sulfurea calda, intorno ai 30 gradi, con spogliatoi semplici e un piccolo biglietto, dove georgiani e viaggiatori si immergono in ogni stagione, neve compresa; è l'ora migliore di Borjomi, il tramonto nelle piscine con il bosco intorno. Ci vogliono quaranta minuti a piedi dalla sorgente e conviene portare costume e asciugamano.

Il palazzo dei Romanov e le chiese

A Likani, a 3 km dal centro, il granduca Nikolaj Michajlovič, cugino dello zar, si fece costruire tra il 1892 e il 1895 un palazzo estivo su progetto di Leontij Benois, in uno stile tra il moresco e il russo, in un parco lungo il fiume; in epoca sovietica fu la dacia di Stalin, e oggi è residenza ufficiale dello Stato georgiano e non si visita, ma si vedono la facciata e il parco dalla cancellata e dal ponte, e la passeggiata vale. Lungo la valle restano la chiesa di Timotesubani, dei secoli XI-XIII, con affreschi dell'epoca di Tamar, a 20 km, e il Monastero Verde di Chitakhevi, del IX secolo, in mezzo al bosco, a 12 km, dove le pietre del fiume hanno venature rosse che la leggenda attribuisce al sangue dei monaci uccisi dallo scià Tahmasp.

Sentiero nel bosco di conifere del parco nazionale Borjomi-Kharagauli in Georgia
I sentieri del parco nazionale Borjomi-Kharagauli: faggete e abetaie, prati d'alta quota e rifugi di legno per dormire.

I sentieri del parco nazionale

Il parco nazionale Borjomi-Kharagauli, creato nel 1995 e aperto nel 2001 con sostegno tedesco, ha 85.000 ettari di bosco di faggi, abeti e pini, prati d'alta quota a 2.000 metri e vette di 2.600, con orsi, lupi, linci e cervi che quasi mai si vedono, e una rete di sentieri segnalati da uno a quattro giorni con rifugi di legno e aree di campeggio dove si dorme con permesso; l'ingresso e i permessi si ottengono al centro visitatori di Borjomi, sulla strada di Likani, dove danno mappe e consigli. I sentieri di un giorno partono da Likani o da Atskuri; quelli di tre o quattro, come quello di Sant'Andrea o quello di Nikoloz Romanov, attraversano il parco da un lato all'altro e sono tra le migliori traversate della Georgia fuori dal Grande Caucaso, da giugno a ottobre. Al centro visitatori ci sono guide e cavalli.

Il trenino per Bakuriani e come arrivare

Da Borjomi parte il Kukushka, il trenino a scartamento ridotto del 1902 che sale in due ore e mezza i 37 km fino a Bakuriani, la stazione sciistica, su un ponte di ferro progettato dall'officina di Eiffel e tra i boschi; è lento, scomodo e uno dei migliori viaggi in treno del paese, d'inverno con la neve e d'estate con i finestrini aperti. A Borjomi si arriva da Tbilisi in marshrutka dalla stazione di Didube, due ore e mezza per la strada di Gori, o con il treno lento, circa quattro ore con vista sulla gola; in auto sono 160 km. Da qui si prosegue per Akhaltsikhe e la sua fortezza di Rabati, a 50 km, e per Vardzia, la città scavata nella roccia, a 100, che sono l'altro giorno del sud della Georgia.

Domande frequenti

Come si arriva da Tbilisi?

In marshrutka dalla stazione di Didube, due ore e mezza per la strada di Gori, con partenze frequenti; con il treno lento dalla stazione centrale, circa quattro ore e con vista sulla gola del Mtkvari; o in auto, 160 km. Da Kutaisi sono due ore e mezza per la strada di Kharagauli.

Dove si beve l'acqua?

Nel parco centrale, appena entrati dal ponte, un padiglione di ferro dell'epoca zarista custodisce la sorgente da cui l'acqua esce calda, frizzante e gratis; la gente riempie bottiglie e se le porta via. È la stessa acqua di quella imbottigliata, ma tiepida e non filtrata, con più sapore di ferro.

Quando è meglio andare?

Da maggio a ottobre per i sentieri del parco nazionale e la passeggiata alle piscine; d'inverno Borjomi ha la neve, il Kukushka sale a Bakuriani per sciare e le piscine calde del bosco sono ancora meglio, anche se i sentieri lunghi chiudono. Nei giorni feriali il parco è vuoto e nei fine settimana si riempie di famiglie di Tbilisi.