Il Museo del Tappeto di Baku: l'edificio a forma di tappeto arrotolato del lungomare, cosa c'è dentro, come leggere un tappeto azero e come organizzare la visita
Si vede da mezzo lungomare di Baku: un edificio di vetro e acciaio a forma di tappeto mezzo arrotolato, con i disegni stampati sulla facciata, aperto nel 2014 per custodire la più grande collezione di tappeti del paese. Dentro il Museo del Tappeto ci sono circa 14.000 pezzi, tappeti, tessuti piani, sacche da cammello, bisacce e costumi, di cui se ne espongono qualche centinaio, ordinati in modo che in due ore si impara a distinguere un tappeto di Quba da uno del Karabakh, cosa che al bazar vale denaro. Questa guida racconta da dove viene la collezione, come percorrere i tre piani, cos'è ogni scuola e ogni tecnica, dove vedere le tessitrici e cosa fare dopo.
La collezione e l'edificio
Il museo lo fondò nel 1967 Latif Karimov, il tessitore, pittore e studioso che classificò i tappeti dell'Azerbaigian e scrisse il libro ancora in uso, e aprì nella moschea Juma della Città Vecchia, poi nell'ex museo di Lenin, e nel 2014 in questo edificio sul lungomare, opera dell'architetto austriaco Franz Janz, che gli diede la forma di un tappeto arrotolato per puro gusto e perché si vede dal mare. Sono tre piani che salgono a spirale: il primo, i tessuti piani e gli oggetti, il secondo, i tappeti annodati per scuole e secoli, e il terzo, il Novecento, con i tappeti sovietici con i ritratti e i pezzi dei designer di oggi. L'arte del tappeto azero è nella lista del patrimonio immateriale dell'UNESCO dal 2010, e il museo è l'istituzione che la custodisce.
Come leggere un tappeto azero
La prima cosa che il museo insegna è che non tutto è tappeto annodato: i pastori e i nomadi tessevano piano, senza nodo, e da lì vengono il kilim, il sumakh, a trama avvolta e disegno fitto, lo zili, il verni con i suoi draghi stilizzati e lo shadda con file di cammelli, che stanno al primo piano e sono i più antichi e i più economici da comprare dopo. Quelli annodati si dividono in sette scuole, secondo la classificazione di Karimov: Quba, con i medaglioni e le bordure fini in blu e rossi scuri; Baku, dei villaggi di Absheron, con fondo blu scuro e motivi a stelle; Shirvan, dal disegno minuto e geometrico; Ganja e Kazakh, di pastori, con motivi grandi, pochi colori e lana spessa; Karabakh, con fiori e grandi medaglioni su rosso, la più nota; e Tabriz, la più fine, dei tappeti a medaglione centrale e di quelli a scene, della tradizione della città oggi in Iran. In ogni vetrina c'è un pannello con il nome della scuola, il villaggio, il secolo e il numero di nodi, e in una sala un telaio dove una tessitrice annoda davanti al pubblico e spiega cosa fa.
Cosa non perdere
Al secondo piano, i frammenti del Seicento e del Settecento, con i colori delle tinture di melograno, noce e cocciniglia; i tappeti a drago del Karabakh, con l'animale trasformato in un disegno che bisogna cercare; i tappeti da preghiera con la nicchia, dello Shirvan; e al terzo, i tappeti con i ritratti di Lenin e di Stalin e con i trattori, che i tessitori facevano negli anni trenta con la tecnica di sempre, e i pezzi di Karimov. Al piano terra, il negozio vende tappeti con certificato e libri, e c'è un laboratorio di tessitura per gruppi, su prenotazione, dove si annodano pochi centimetri di tappeto e si capisce perché uno buono costa quello che costa.
Come visitarlo e cosa fare dopo
Sta sul lungomare, il Bulvar, accanto al parco, a dieci minuti a piedi dalla metro Icherisheher e dalla Città Vecchia e a quindici da Sahil; apre da martedì a domenica di giorno, chiude il lunedì, e fa pagare un biglietto normale, con audioguida in diverse lingue che conviene prendere. Due ore bastano. Dopo, con quello che si è imparato, lo Yashil Bazar è il posto per comprare un kilim o una bisaccia a prezzo di mercato, e nella Città Vecchia l'atelier di Ali Shamsi e i negozi di tappeti del vicolo della Torre della Vergine, dove ormai si sa cosa si guarda.
Domande frequenti
Quanto costa e quando apre?
Ha un biglietto di prezzo normale, con sconto per studenti e gratuito per i bambini piccoli, e audioguida a parte; apre da martedì a domenica di giorno e chiude il lunedì, come la maggior parte dei musei di Baku. La visita guidata si prenota alla biglietteria e vale la pena se si vogliono capire le scuole.
Cos'ha di speciale?
Due cose: la collezione, circa 14.000 pezzi, la più grande di tappeti azeri esistente, ordinata per scuole e tecniche in modo che si impara a distinguerle, e l'edificio di Franz Janz del 2014 a forma di tappeto arrotolato, una delle immagini di Baku. È il museo della città che rende di più se poi si va a comprare.
Dove si trova?
Sul lungomare di Baku, il Bulvar, davanti al Caspio, accanto al parco e a dieci minuti a piedi dalla Città Vecchia e dalla metro Icherisheher; la stazione di Sahil è a quindici minuti. Si combina con la passeggiata, la Torre della Vergine e il bazar nella stessa mattina o pomeriggio.