Spitakavor: il monastero bianco del Vayots Dzor che si raggiunge per sterrato
Da Yeghegnadzor, nel sud dell'Armenia, una strada sale al villaggio di Vernashen e, all'uscita, diventa una pista sterrata che si arrampica per sei chilometri sul versante. In cima, su un balcone sopra la valle, c'è un piccolo monastero di pietra quasi bianca con una cinta muraria intorno. È Spitakavor, "il biancastro", costruito tra il 1318 e il 1321 dai principi Proshian, che governavano questa zona sotto i mongoli e costruirono anche Noravank, a un'ora da qui.
Chi lo costruì
I Proshian erano una famiglia di principi armeni che, nel Trecento, avevano i soldi e il permesso dei mongoli per costruire chiese, cosa rara all'epoca. Eachi Proshian iniziò la chiesa e suo figlio Amir Hasan la terminò, ed entrambi compaiono ritratti sulla facciata: ci sono rilievi di principi a cavallo, della Vergine con il Bambino e di santi, scolpiti con un dettaglio che non ci si aspetta in un posto così isolato. È questo il motivo della salita.
Cosa si vede
Una chiesa a pianta cruciforme con cupola, un gavit o vestibolo davanti, un campanile e una cinta muraria con torri che dà all'insieme un'aria di fortezza. La pietra è felsite chiara, che con il sole del pomeriggio diventa dorata. Dentro le mura ci sono khachkar e, dal 1983, la tomba di Garegin Nzhdeh, il militare armeno di inizio Novecento, che per molti armeni fa del sito un luogo della memoria. Intorno, prati, la valle di Yeghegnadzor in basso e le montagne del Vayots Dzor di fronte.
Come si sale
La pista da Vernashen è di terra e sassi, con tratti ripidi; serve un fuoristrada o, con l'asciutto, un'auto alta con un buon autista. Si può anche salire a piedi dal villaggio, un'ora e mezza di salita. Non ci sono biglietteria, orari né custode: il monastero è sempre aperto e quasi sempre vuoto. Meglio da maggio a ottobre; d'inverno la pista si chiude per la neve.
Con cosa abbinarlo
È a mezz'ora da Yeghegnadzor, quindi entra nello stesso giorno di Noravank e della grotta di Areni, l'itinerario classico del Vayots Dzor. Se prosegui verso sud, Sisian è a un'ora e mezza sulla strada per Goris, con Carahunge e la cascata di Shaki lungo la via per Tatev.
Domande frequenti
Quando fu costruito?
Tra il 1318 e il 1321, su commissione dei principi Proshian, Eachi e suo figlio Amir Hasan. Il gavit e il campanile sono un po' posteriori.
È aperto?
Sì, sempre, senza biglietto né orari. Nessuno lo custodisce, quindi conviene lasciarlo come lo si trova.
Si può abbinare a Tatev?
Con Noravank e Areni sì, nello stesso giorno. Tatev è due ore e mezza più a sud ed è meglio lasciarlo per un'altra giornata, da Sisian o da Goris.