— Itinerario —

Monasteri dell'est

1 giorni Tbilisi (TBS)

Questa giornata è pensata per chi ha dormito a Sighnaghi e vuole finire a Tbilisi senza tornare sui propri passi. Al mattino, una passeggiata sulle mura, con la valle dell'Alazani e il Caucaso sullo sfondo se la giornata è limpida, e i 2 km fino a Bodbe, il convento dove riposa Santa Nino, la donna che convertì la Georgia al cristianesimo nel IV secolo. Sotto il monastero c'è una fonte a cui si scende per diverse centinaia di gradini; se vuoi farlo, conta un'ora in più.

Poi il paesaggio cambia del tutto: prima vigneti e poi steppa, fino alla lavra di David Gareja, scavata nella roccia nel VI secolo proprio al confine con l'Azerbaigian. Si visita il monastero inferiore, quello ancora abitato; il sentiero delle grotte di Udabno, sul crinale, è da anni ad accesso limitato per la disputa di confine e la guida ti dirà com'è la situazione quel giorno. Rientro a Tbilisi nel tardo pomeriggio, circa 70 km tra sterrato e asfalto.

Itinerario

1º Giorno - Sighnaghi - Bodbe - David Gareja - Tbilisi

Strada totale del giorno - 202KM 4 Ore e 35 Minuti 202 km e 4 ore e 35 minuti di auto in tutto. Soste del giorno: il monastero di Bodbe e David Gareja. Strada 2KM 0 Ore e 5 Minuti

Monastero di Bodbe

Monastero di Bodbe Qui è sepolta santa Nino, la donna che convertì la Georgia al cristianesimo nel IV secolo, e per questo Bodbe è il luogo di pellegrinaggio più visitato del paese. È un convento di suore a 2 km da Sighnaghi, tra i cipressi, con una piccola chiesa del IX secolo molto rimaneggiata nel XVII, dove c'è la tomba, e una cattedrale nuova ed enorme terminata pochi anni fa che a noi piace meno. Dal giardino si vede tutta la valle dell'Alazani. Quello che distingue Bodbe è la fonte di santa Nino: una sorgente 3 km più in basso lungo un sentiero, dove i pellegrini entrano nell'acqua gelida con una camicia bianca. Scendere sono 30 minuti e risalire 45, e ci sono furgoncini per il ritorno. Con un gruppo normale restiamo in alto; se qualcuno vuole scendere, ci si organizza. Foulard e spalle coperte.  

David Gareja

David Gareja Un monastero scavato nella roccia in mezzo a un semideserto di colline a strisce, a 70 km da Tbilisi e attaccato al confine con l'Azerbaigian. Lo fondò nel VI secolo David Garejeli, uno dei tredici padri assiri, e per secoli fu il grande centro della pittura georgiana: le celle e le cappelle sulla cresta, nella parte chiamata Udabno, conservano affreschi dal X al XIII secolo. Nel 1615 lo scià Abbas uccise qui seicento monaci in una notte di Pasqua; la Lavra, il monastero in basso, ha di nuovo dei monaci dagli anni Novanta. Avviso importante: la cresta con gli affreschi è zona di contenzioso di confine e dal 2019 l'accesso è chiuso o limitato a seconda del momento; quello che si visita con certezza è la Lavra. L'ultimo tratto di strada è sterrato, d'estate fa molto caldo e ci sono vipere: scarpe chiuse e acqua. Due ore e mezza con il viaggio di andata e ritorno.