Ganja: la seconda città dell'Azerbaigian, con il mausoleo di Nizami, la moschea di mattoni del 1606, i platani del khan e una casa fatta di bottiglie

A 360 km da Baku, a ovest, dove la pianura del Kura si solleva verso il Piccolo Caucaso, c'è Ganja, la seconda città dell'Azerbaigian e quella che quasi nessuno visita, il che è un errore: ha mille anni di storia più della capitale, un poeta nazionale sepolto nel suo cimitero, una moschea di mattoni rossi con i due minareti più fotografati del paese, un giardino di platani dell'epoca dei khan e una vita da città di provincia, con i suoi bazar e le sue chaykhana, che Baku non ha più. Questa guida racconta cosa vedere in uno o due giorni, cosa mangiare, come arrivare e dove proseguire.

Centro di Ganja con la moschea di Shah Abbas e il giardino del khan, Azerbaigian
Il centro di Ganja: la moschea di mattoni del 1606, i platani del giardino del khan e i viali dritti dell'Ottocento.

La storia in cinque date

Fondata verso l'859 dai governatori arabi dell'Arran, fu capitale degli shaddadidi nel X e XI secolo e una città ricca della Via della Seta; il terremoto del 1139, quello che formò il lago Goygol, la distrusse e la costrinse a spostarsi di qualche chilometro; nel 1141 nacque qui Nizami, il poeta dei Cinque tesori che scrisse in persiano e che l'Azerbaigian considera suo; nel 1606 lo scià Abbas la ricostruì dopo averla ripresa agli ottomani e le lasciò la moschea e i bagni; e nel 1804, quando i russi la assaltarono, il khan Javad morì sulle mura con il figlio e divenne l'eroe della città. Fu Elizavetpol per gli zar e Kirovabad per i sovietici, dal 1935 al 1989, e tornò Ganja con l'indipendenza.

Cosa vedere

La moschea di Shah Abbas e i bagni

La moschea Juma, del 1606, di mattoni rossi con due minareti e cupola, fu disegnata da Sheikh Bahai, il sapiente persiano della corte di Abbas, che lasciò sulla facciata una meridiana che segna ancora il mezzogiorno; accanto, i bagni Chokek del XVII secolo con le loro cupole, e i platani del giardino del khan, il Khan Bagi, piantati più di quattrocento anni fa e che ombreggiano tutta la piazza. È il centro della città vecchia, con il bazar e le chaykhana intorno.

Il mausoleo di Nizami

In periferia, sulla strada di Baku, il mausoleo del poeta, una torre di granito del 1991 che sostituì il monumento sovietico del 1947 sulla tomba medievale, con un giardino, una mostra sulla sua opera e sculture dei personaggi dei suoi poemi: Leyli e Majnun, Khosrow e Shirin. Nizami è per l'Azerbaigian ciò che Dante è per l'Italia, e il mausoleo un luogo di visita di scolaresche e sposi.

Javad Khan, l'Imamzadeh e la Casa delle Bottiglie

Il mausoleo di Javad Khan, ricostruito nel 2005 in centro, con la tomba del khan morto nel 1804; l'Imamzadeh, un santuario sciita del XIV secolo con cupola azzurra in periferia, restaurato e meta di pellegrinaggio; e la Casa delle Bottiglie, in una via del centro, che Ibrahim Jafarov costruì tra il 1966 e il 1967 con circa cinquantamila bottiglie di vetro incastonate nei muri, con il nome del fratello scomparso in guerra e ritratti a mosaico; è il posto più strano della città e quello che piace di più.

Mausoleo di Nizami Ganjavi alla periferia di Ganja
Il mausoleo di Nizami, sulla strada di Baku: la torre del 1991 sulla tomba del poeta del XII secolo.

Cosa mangiare

Ganja è nota nel paese per il plov, il riso con agnello, castagne e albicocche secche servito nei ristoranti del centro, per il dushbara, la zuppa di minuscoli ravioli, e per i qutab, le focacce sottili ripiene di erbe o zucca che si mangiano alle bancarelle del bazar; per dolce, il baklava di Ganja e la halva. Le chaykhana del giardino del khan servono tè in bicchieri a vita stretta con marmellata, che è il fine pasto della città.

Come arrivare e dove proseguire

Da Baku il treno veloce impiega circa quattro ore ed è il modo comodo; in auto o autobus, quattro e mezza di autostrada; e l'aeroporto di Ganja ha voli da Istanbul e dalla Russia, che permettono di entrare nel paese da ovest. Con un giorno si vede la città; con due si aggiunge la gita al lago Goygol, a 25 km, con l'antica colonia tedesca di Helenendorf, e con tre Mingachevir o Sheki. Ganja è la base per tutto l'ovest.

Domande frequenti

Quanto tempo serve?

Un giorno per la moschea, i bagni, il giardino del khan, il mausoleo di Nizami e la Casa delle Bottiglie, con il bazar e un pranzo; due per aggiungere il lago Goygol e la città tedesca di Göygöl, che è la gita che fa valere a Ganja il viaggio da Baku.

È sicura?

Sì, è una tranquilla città di provincia, con poco turismo e gente che si ferma a parlare; gli unici consigli sono portare contanti, perché fuori dal centro non tutti accettano la carta, e usare le app dei taxi, che funzionano anche qui.

Si può andare da Baku in giornata?

Si può, con il treno veloce del mattino e quello del pomeriggio, ma sono otto ore di viaggio per cinque di città, e si perde Goygol; la cosa sensata è dormire una notte o due e proseguire verso Sheki o tornare con calma. In centro ci sono alberghi di ogni categoria.