Diri Baba, il mausoleo nella roccia di Maraza: due piani di pietra incastrati in una falesia, la leggenda del nonno vivo e come vederlo sulla strada per Shamakhi
La strada da Baku a Shamakhi si lascia alle spalle il deserto di Gobustan, sale su un altopiano secco e, all'altezza del villaggio di Maraza, a circa 80 km dalla capitale, una breve deviazione porta ai piedi di una falesia calcarea in cui è incastrato un edificio bianco con cupola, come se l'avessero infilato a pressione nella roccia: è il mausoleo di Diri Baba, del 1402, la tomba di un santo sufi a cui da seicento anni vengono pellegrini, e una delle costruzioni più strane e più belle del paese. Non si paga, non ci sono pullman turistici e si vede in mezz'ora, con la salita per la scala scavata nella roccia e la vista dall'alto. Questa guida racconta di chi è la tomba, com'è l'edificio e come fare la sosta sulla strada per Shamakhi e Sheki.
La leggenda del nonno vivo
Diri Baba vuol dire il nonno vivo, e il nome viene dalla storia che si racconta nel villaggio: uno sceicco sufi, uno di quegli uomini santi che nel XIV secolo percorrevano lo Shirvan, si ritirò nella grotta di questa falesia, vi morì e, quando anni dopo aprirono la tomba, il corpo era intero, senza decomporsi, segno di santità in tutta la tradizione islamica popolare; da allora la gente viene a chiedergli grazie, lega nastri agli alberi in basso, lascia monete e sale a pregare nella sala della cupola. Lo Shirvanshah Ibrahim I, lo stesso che iniziò il palazzo di Baku, fece costruire il mausoleo sopra la grotta nel 1402, e l'iscrizione sulla facciata dà la data e il nome dell'architetto, il maestro Haji, figlio di Ustad, cosa rara in un edificio medievale di qui. Intorno crebbe un cimitero ancora in uso, con lapidi vecchie e nuove lungo il pendio.
L'edificio
Sono due piani di calcare chiaro appoggiati alla roccia, che fa da parete posteriore e in parte da tetto, con una cupola su tamburo che sporge dalla falesia. Sotto, la sala d'ingresso, con volta a sesto acuto a otto lati, dove i pellegrini si tolgono le scarpe e fanno l'abluzione; da lì una scala stretta scavata nella roccia, all'esterno, sale al piano alto, la sala principale, quadrata, con la cupola sopra, nicchie nei muri e resti di iscrizioni in arabo con versetti del Corano sulle cornici, e accanto, per un passaggio basso, la grotta naturale dove secondo la tradizione riposa lo sceicco, con la luce che entra da un'apertura. In cima, per la roccia, si arriva alla terrazza sopra la cupola, con la vista dell'altopiano, del villaggio e, nei giorni limpidi, delle montagne di Shamakhi. È restaurato dagli anni 2000 e ben tenuto, con la pietra pulita e le giunture rifatte, e non c'è decorazione oltre all'architettura stessa, il che è parte del suo fascino.
Cosa c'è intorno
Maraza, che ufficialmente si chiama Qobustan dal 2008 e non ha nulla a che fare con i petroglifi di Gobustan sulla costa, è un villaggio di strada, con case di tegole, un mercato e ristoranti di kebab lungo la via; non c'è altro da vedere, ma a 30 km c'è Shamakhi, con la moschea Juma e il cimitero delle Sette Cupole dei khan, e le cantine dello Shirvan, e la strada prosegue verso Ismayilli, Lahij e Sheki. L'itinerario da Baku a Sheki, con Diri Baba, Shamakhi e Lahij, è la giornata di strada più completa dell'Azerbaigian, e la chiesa albanese di Kish aspetta alla fine, accanto a Sheki, per il giorno dopo.
Come visitarlo
Da Baku, la cosa comoda è un'auto o un taxi per la giornata, un'ora fino a Maraza per l'autostrada di Shamakhi, con la deviazione segnalata dalla strada; gli autobus da Baku a Shamakhi fermano a Maraza e dal villaggio si arriva a piedi in venti minuti o con un taxi locale. Non c'è biglietto né orario fisso, il recinto è aperto di giorno e di solito c'è un custode o un abitante che mostra la grotta; è un luogo di culto, quindi si entra scalzi nelle sale, con spalle e gambe coperte, e senza fotografare chi prega. In mezz'ora o tre quarti si vede, si sale e si scende, e si prosegue per Shamakhi.
Domande frequenti
Perché si chiama Diri Baba?
Perché Diri Baba significa il nonno vivo: la leggenda racconta che il corpo dello sceicco sufi sepolto nella grotta fu trovato incorrotto anni dopo la sua morte, e la gente capì che in qualche modo era ancora vivo. Il mausoleo fu costruito sopra la grotta nel 1402 e da allora è un luogo di pellegrinaggio.
Come si arriva da Baku?
In auto o taxi, un'ora per l'autostrada di Shamakhi fino alla deviazione di Maraza, a circa 80 km; oppure con gli autobus da Baku a Shamakhi, che fermano a Maraza, e da lì venti minuti a piedi o un taxi del villaggio. La cosa più pratica è farne una sosta sull'itinerario da Baku a Shamakhi e Sheki.
In che stato è?
Ben conservato e restaurato dagli anni 2000, con la pietra pulita, la scala nella roccia sicura e la cupola intera; si può salire ai due piani e alla terrazza. È un luogo di culto in uso, quindi si visita scalzi nelle sale, con abiti che coprano spalle e gambe e in silenzio.