Khndzoresk: il villaggio di grotte di Goris, il suo ponte sospeso di 160 metri e la storia di chi visse nella roccia fino al 1958
Dal bordo della gola, arrivando, non si capisce cosa si vede: due pendii di tufo chiaro pieni di buchi neri, centinaia, ad altezze diverse, alcuni con una porta, una finestra o un camino di pietra sopra, e in basso un filo d'acqua con pioppi. È la vecchia Khndzoresk, un villaggio del sud dell'Armenia dove la gente visse in grotte scavate nella roccia fino agli anni cinquanta, quando aveva scuola, negozi e diverse chiese, e che lo Stato sovietico svuotò e trasferì sull'altopiano, dove sta il villaggio nuovo. Un ponte sospeso di 160 metri, teso nel 2012 da un compaesano che aveva fatto fortuna, attraversa la gola da un lato all'altro, ed è il motivo per cui ora vengono tutti. Questa guida racconta la storia, il ponte, le grotte e il lato pratico.
La storia
Il tufo vulcanico del Syunik si scava con attrezzi semplici e regge, e nelle gole di Goris e di Khndzoresk la gente vive in grotte almeno dal Medioevo: il nome, da khndzor, mela, o da khor dzor, gola profonda, non aiuta a datare. Quello che si sa è che nel Settecento e nell'Ottocento il villaggio crebbe fino a essere il più grande dell'Armenia orientale, con circa 1.800 case e 8.300 abitanti nel 1913, grotte a due piani con la stalla sotto e l'abitazione sopra, cortili scavati, forni, concerie, due scuole e negozi, su un pendio che salivano e scendevano con scale di legno. Negli anni venti del Settecento fu uno dei rifugi di Davit Bek e del suo generale Mkhitar Sparapet, che da qui organizzarono la resistenza armena contro persiani e ottomani; Mkhitar morì nel 1730 ed è sepolto accanto alla chiesa di Santa Hripsime, che si vede sul pendio. Negli anni cinquanta lo Stato sovietico decise che non si poteva vivere in grotte e costruì il villaggio nuovo sull'altopiano; le ultime famiglie salirono nel 1958 e la vecchia Khndzoresk rimase com'è.
Il ponte
Il ponte sospeso lo pagò Zhora Aleksanyan, un imprenditore nato nel villaggio, e aprì nel 2012: 160 metri di lunghezza, 63 di altezza sul fondo della gola, cavi d'acciaio e una passerella di tavole con parapetto che oscilla camminando e di più quando c'è gente. Unisce i due pendii di grotte e risparmia la discesa e la salita per il fondo, ma soprattutto è un belvedere: dalla metà si vedono le due pareti bucate, la chiesa e il fiume sotto. Chi soffre di vertigini può scendere per il sentiero a gradini e attraversare in fondo; è più lungo e si vede lo stesso dal basso.
Le grotte e le chiese
Dall'altra parte del ponte cominciano i sentieri che salgono tra le grotte, e si può entrare in quelle aperte: ci sono grotte a una sola camera con la fuliggine del focolare sul soffitto, e altre di più stanze, con nicchie per le lampade, mangiatoie scavate e camini che sbucano sul pendio. La chiesa di Santa Hripsime, del 1663, in pietra, con la tomba di Mkhitar Sparapet accanto, e quella di San Taddeo, più piccola, sono gli edifici interi rimasti, con la scuola dell'Ottocento e una fontana. Con una torcia si vede di più, e conviene guardare dove si mettono i piedi, perché ci sono grotte con il pavimento sprofondato e aperture senza parapetto. Il giro intero, con il ponte, le grotte e il ritorno, richiede due o tre ore.
Come arrivare e con cosa combinarlo
Il villaggio nuovo è a 8 km da Goris sulla strada di Stepanakert, e da lì una pista scende al parcheggio sul bordo della gola, dove un chiosco fa pagare un piccolo ingresso per il ponte e un sentiero a gradini scende in un quarto d'ora. Da Goris si va in taxi o in auto; da Yerevan sono 240 km, quattro ore, passando per il caravanserraglio di Orbelian sul passo di Selim se si va per il Vayots Dzor. Di solito si dormono due notti a Goris e si divide: un giorno Tatev con la sua funivia, a 30 km, e un altro Khndzoresk al mattino e la Stonehenge armena di Zorats Karer, accanto a Sisian, nel pomeriggio; le grotte della vecchia Goris, in città, si vedono a qualsiasi ora.
Domande frequenti
È sicuro attraversare il ponte?
Sì, ha cavi d'acciaio, parapetti su entrambi i lati e manutenzione, e lo attraversano famiglie con bambini; oscilla camminando, di più se c'è molta gente insieme, e chi soffre di vertigini farà fatica, ma può scendere per il sentiero a gradini e attraversare sul fondo della gola senza perdersi nulla.
Si possono esplorare le grotte da soli?
Sì, non c'è guida obbligatoria né recinzioni, e si entra in quelle aperte; conviene portare una torcia, scarpe chiuse e fare attenzione ai pavimenti sprofondati e alle aperture senza parapetto, e non appoggiarsi ai bordi di tufo, che si sbriciolano. Con una guida di Goris si capiscono meglio le case, ma non è necessario.
Quanto tempo serve?
Due o tre ore per scendere, attraversare il ponte, salire alle grotte e alla chiesa di Santa Hripsime e tornare al parcheggio, con la salita dei gradini alla fine. Sta in mezza giornata da Goris e si combina con Zorats Karer o con Tatev lo stesso giorno.