Il monumento a Vahid a Baku: il busto fatto di figure del poeta dei ghazal, chi fu Aliagha Vahid, dove si trova e perché merita la deviazione nella Città Vecchia
Nel giardino tra il Parco della Filarmonica e le mura della Città Vecchia di Baku, sotto i platani, c'è un busto di bronzo che a dieci metri è la testa di un uomo con i baffi e a due metri è un'altra cosa: i capelli, la fronte, la barba e il collo sono fatti di decine di piccole figure, uomini e donne abbracciati, musicisti, amanti, bevitori, che sono i personaggi dei versi del poeta. È il monumento ad Aliagha Vahid, l'ultimo grande poeta del ghazal in azero, e una delle sculture più strane e migliori della città, davanti alla quale quasi nessuno si ferma. Questa guida racconta chi fu, cosa scrisse, perché il busto è così, dove si trova e come vederlo lungo la strada tra la Città Vecchia e il lungomare.
Chi fu Vahid
Aliagha Isgandarov nacque nel 1895 a Masazir, un villaggio dell'Absheron accanto a Baku, in una famiglia povera, lavorò come falegname e cominciò a scrivere versi da giovane con lo pseudonimo di Vahid, l'unico, nella tradizione dei poeti classici; per tutta l'epoca sovietica, mentre la letteratura ufficiale chiedeva altro, lui continuò a scrivere ghazal, la forma classica persiana e turca di distici sull'amore, il vino e la separazione, in un azero piano che la gente di Baku capiva e imparava a memoria, e divenne il poeta popolare della città, quello che si recitava ai matrimoni e nelle taverne. Morì nel 1965 a Baku, con un riconoscimento ufficiale tardivo, e i suoi versi vivono ancora nel meykhana, la poesia improvvisata e cantata dei quartieri di Baku, i cui cantori lo considerano maestro, e nella musica mugham, che mette i suoi ghazal nei concerti.
Il busto
Lo fece lo scultore Natig Aliyev nel 1990, in bronzo, ed è un ritratto in cui la testa è costruita con le figure dei ghazal: guardando da vicino, i capelli sono una folla, la barba sono coppie abbracciate, la nuca è un musicista con il suo tar, e l'insieme, da lontano, è il volto del poeta con i baffi e lo sguardo basso. È un'idea semplice e ben fatta, di quelle che non si dimenticano, e conviene girarci intorno piano e guardare ogni figura, perché ognuna è una scena. Stava prima in un altro punto della Città Vecchia e fu spostato in questo giardino, che porta il suo nome, accanto alle mura, dove sta all'ombra e con le panchine.
Il ghazal e il meykhana
Il ghazal è la forma poetica di Hafez e di Fuzuli, da cinque a quindici distici che rimano tutti con il primo, ognuno chiuso in sé, con il nome del poeta nell'ultimo, sull'amore impossibile, il vino, la taverna e l'amato che non viene, e in azero lo coltivarono Nasimi e Fuzuli tra il XIV e il XVI secolo e Vahid, l'ultimo, nel XX. Il meykhana è il contrario e lo stesso: poesia improvvisata a due o più voci, con ritmo e rima, che i cantori dei quartieri di Baku si lanciano a vicenda su quello che succede, e che ha in Vahid il suo riferimento; si sente ai matrimoni e nei video, e in piazza delle Fontane qualche sabato.
Dove si trova e come vederlo
Il giardino di Vahid è nella parte bassa della Città Vecchia, fuori dalle mura, tra il Parco della Filarmonica, con la sua fontana e il suo edificio del 1912, e la porta delle mura da cui si entra a Icherisheher dal lungomare; a cinque minuti dalla metro Icherisheher e a dieci dalla Torre della Vergine. Si vede in dieci minuti, senza biglietto né orario, e la cosa logica è attraversarlo lungo la strada: dall'atelier di Ali Shamsi in via Kichik Qala si scende lungo le mura fino al giardino, si guarda il busto, si prosegue per il Parco della Filarmonica e si finisce sul lungomare e al Museo del Tappeto, che è la mattina della Città Vecchia fatta con calma. Chi vuole sentire i ghazal di Vahid cantati li trova in qualsiasi concerto di mugham della Filarmonica o del Centro del Mugham sul lungomare.
Domande frequenti
Chi fu Vahid e perché ha un monumento?
Aliagha Vahid, nato nel 1895 a Masazir, accanto a Baku, e morto nel 1965, fu il poeta popolare della città, l'ultimo maestro del ghazal in azero, che scrisse di amore, vino e taverna in pieno secolo sovietico e che la gente imparava a memoria e recitava; il busto del 1990 di Natig Aliyev, con la testa fatta delle figure dei suoi versi, è l'omaggio della città.
Dove si trova il monumento?
Nel giardino di Vahid, nella parte bassa della Città Vecchia di Baku, fuori dalle mura, tra il Parco della Filarmonica e la porta da cui si entra a Icherisheher dal lungomare, a cinque minuti dalla metro Icherisheher; sulle mappe del telefono compare come giardino o monumento di Vahid. Si vede in dieci minuti e senza biglietto.
Cos'è il ghazal?
Una forma poetica classica di origine persiana, da cinque a quindici distici che rimano tutti con il primo e che parlano di amore, vino e assenza, con il nome del poeta nell'ultimo verso; la coltivarono Hafez in persiano, Fuzuli e Nasimi in azero, e Vahid fu l'ultimo a scriverla in azero per il popolo, nel XX secolo.